martedì, 06 maggio 2008, ore 11:42

Non c’è momento della giornata in cui io non ti pensi.

Le tue fotografie le guardo spesso e a volte mi pare di sentire le tue risa e i tuoi “Ohhh!!”.

Vedo le tue manine alzate per chiedermi di prenderti in braccio,

mi pare di sentire sulle mie dita la pelle liscia del tuo pancino mentre faccio la formichina e tu ridi per il solletico e ne vuoi ancora.

Ti vedo correre per farti rincorrere da papà e le tue risa e il tuo stupore sono incontenibili.

Ti vedo mentre ti ficchi in bocca un plasmon intero, che nemmeno io ce la farei in un solo boccone.

La tua bocca impiastricciata di cioccolato, che cosa più golosa degli smarties non ce n’è.

Ti vedo mentre svuoti il vasetto dell’omogeneizzato, e guai ad imboccarti, che tu sei grande e lo vuoi fare da solo ma poi ridi e imbocchi noi, ed io mi sciolgo e penso che sei un bambino generoso anche se magari per te è solo un gioco.

Mi pare di vederti in piedi a giocare mentre uno zampillo liquido esce dai tuoi pantaloncini e l’espressione divertita e sorpresa con cui dici “Oh-oh”, come chi sa di aver combinato un guaio. Certo, sei grande, ma mica puoi sempre ricordarti che la pipì si fa nel vasino. O magari tu hai pure provato a dircelo, ma vallo un po’ a capire il russo!

E pensare che mi ero pure esercitata con i pannolini usando le tue cuginette come cavie, ma poi un “Oddio, come cavolo si fa!” mi è scappato lo stesso quando ti ho dovuto pulire e cambiare e indossarti un pannolino che andrebbe bene giusto ad un bimbo di pochi mesi e non certo a te, che sei già un omone.
Ho i tuoi occhi nei miei occhi, come quando ti tenevo stretto in braccio e papà era dietro di me e poi sbucava all’improvviso facendoti “Cucùsettete!!”

Ho il tuo nasino che si sfrega piano contro il mio, che invece è un gran nasone molle.

Ho con me il tuo profumo. Quel profumo inconfondibile di bambino, profumo di innocenza.

Non ti ho mai sentito piangere. Ti ho visto cadere e rialzarti, battere la testa in uno spigolo e sfregarci giusto un po’ la mano sopra, per poi tornare subito ai tuoi giochi.

In istituto si impara a cavarsela da soli e a non fare troppi capricci, vero?

Lo so già che quando arriverai ci vizieremo spudoratamente di coccole e ce ne infischieremo di quelli che dicono che no, nel lettone proprio non ci devi venire a dormire.

Noi dobbiamo recuperare 2 anni e mezzo di baci, carezze, abbracci, pianti, strilli, risate. Amore.

Giocheremo alla mamma canguro e cangurino, al “facciamo finta che ero nella tua pancia”.

Di certo, piccolo mio, sei nel mio cuore da sempre.
Da lì ha inizio la nostra storia.

LaRugiada
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categoria : amore, figlio

lunedì, 28 aprile 2008, ore 15:59

Erano anni che sognavo questo momento.

Avevo immaginato ogni tua possibile reazione ed ero convinta che vedendoci saresti scoppiato a piangere.

Di certo non ci sei corso incontro sorridendo e a scappare in effetti ci hai provato appena ci hai visti.

Ci siamo ritrovatati davanti a te, bambino biondo e sconosciuto di 2 anni e 4 mesi, che con i tuoi occhioni scuri scrutavi diffidente ogni nostro movimento.

Ho subito cercato di conquistare la tua fiducia con un biscotto pensando che, come dicono spesso le mamme, l’amore parte sempre dalla pancia. Lo stringevi in pugno, senza mangiarlo, mentre nell’altra manina stringevi il cioccolatino regalatoti dalla direttrice.

Ti parlavamo piano, ti sorridevamo, ti accarezzavamo le guance e le braccia.

Eravamo terrorizzati quanto te.

Sono riuscita a scartarti il cioccolatino e di nuovo lo stringevi nella manina senza mangiarlo, lasciando che si sciogliesse con il tuo calore.

Ho preso dalla borsa una salviettina umidificata per pulirti le mani, sporche di biscotto sbriciolato l’una e di cioccolato l’altra.

Te le pulivo piano, accarezzandoti e poi facendoti annusare il buon profumo della salviettina.

Hai affondato il ditino pulito nel cioccolato, sporcandoti di nuovo, per poi porgermelo per farti pulire.

È stato il nostro gioco. Il nostro primo contatto. Tu ti sporcavi con il cioccolato per farti pulire da me.

Penso che per ogni mamma arrivi l’esatto momento in cui scatta qualcosa dentro che fa percepire in modo netto e tangibile che quello è il suo bambino.

Ho pianto di gioia. Mi hai permesso di prendermi cura di te. Mi hai adottato.

Ora sono la tua mamma, e sentirti chiamarci papà e mamma è stata l’emozione più bella della mia vita.

LaRugiada
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categoria : amore, figlio

venerdì, 18 aprile 2008, ore 16:36

Le previsioni meteo prevedono nevischi.

In valigia metterò maglioni pesanti e scarpe calde e comode.

Mi porterò anche sciarpa e cappello, ma anche una t-shirt, che la primavera arriva anche lì, no?

Ho caricato l’ipod con le canzoni preferite e scelto il libro da leggere in aereo.

Ma leggerò?

O passerò il tempo guardando fuori dal finestrino cercando di delineare con la fantasia il tuo volto tra le nuvole?

Non me lo sono chiesta spesso come è il tuo volto o di che colore sono i tuoi occhi.

Ho passato questi giorni a chiedermi se stai bene, se le tate dell’istituto sono buone con te, se ti danno da mangiare a sufficienza, se hai un giochino tutto tuo, come trovi consolazione se hai male alla pancia o se non riesci a dormire.

Mi sono augurata che la mamma che ti ha dato la vita ti abbia potuto dare anche un po’ di calore e affetto, prima di abbandonarti.

Me lo farai un sorriso?

Ci sono state notti in cui ho faticato a prender sonno, ti dicevo buonanotte e ti mandavo un bacio soffiato.

L’idea che i soldi non bastano mai mi ha spaventato, così come immaginare che un domani potresti dirmi “tu non sei la mia vera mamma”.

Ma ormai siamo agli sgoccioli, ho pensato tutti i pensieri e domande non riesco più a farmene.

Ora ascolto solo il cuore che batte forte. Tu mi dai forza.

Sorrido, un po’ piango.

Ho voglia di vederti.

Ho voglia di amarti.

Si parte!

LaRugiada
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categoria : amore, figlio

mercoledì, 16 aprile 2008, ore 15:58

Aprile                   = Aprel

Bancomat              = Bankomat

Bistecca                 = Bifšteks

Centro                   = Centr

Circo                     = Cirk

Discoteca               = Discoteka

Ecosistema            = Ekosistema

Energia                 = Energija

Enoteca                 = Enoteka

Interesse               = Interes

Liceo                     = Licej

Limone                  = Limon

Maionese              = Majonez

Manifesto              = Manifest

Metodo                 = Metod

Metro                    = Metr

Monitor                 = Monitor

Politica                  = Politika

Porto                    = Port

Segretario             = Sekretar’

Utopia                  = Utopija

Taxi                     = Taksi

Teatro                  = Teatr

Telefono               = Telefon

Vitamina               = Vitamin

Vodka                   = Vodka

Yogurt                  = Jogurt

Zabaione               = Sabajon

 

Non è poi così difficile no? Ce la posso fare a non perdermi e a non morire di fame. (Che poi un po’ di dieta mica mi farebbe male…)

 

Ci sono poi alcune paroline un po’ più difficili ma che sono certa imparerò:

 

Figlio                      = Syn

Mamma                  = Pričina

Papà                      = Otec

Amore                   = Ljubov’

Insieme                 = Vmeste

Casa                      = Dom

LaRugiada
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categoria : russia, figlio

lunedì, 14 aprile 2008, ore 23:11

Ci sono paesi in cui non servono inceneritori perché esiste un’efficiente sistema di raccolta differenziata e di compostaggio dei rifiuti, nonché la riduzione al minimo degli imballaggi dei prodotti. “Dal letame può nascere un fiore”.

Ci sono paesi che non hanno bisogno del nucleare o di petrolio o carbone perché producono energia grazie al sole, all’acqua, al vento.

Ci sono paesi in cui i mezzi pubblici arrivano ad ogni minuto, sono sempre puntuali e ti portano ovunque, salire su un taxi costa solo pochi euro e se si ha voglia di pedalare o camminare, si può farlo tranquillamente su piste ciclabili e pedonali.

Ci sono paesi in cui entri in una qualsiasi toilette pubblica e trovi fasciatoi per bambini, e bagni per disabili perfettamente funzionanti.

Ci sono paesi in cui le aziende hanno al loro interno asili nido per i figli dei dipendenti o asili comunali in cui si spende 80,00 € a trimestre.

Ci sono paesi in cui basta accedere ad un sito internet per sapere quanto guadagna e quanto paga di tasse un qualsiasi cittadino.

Ci sono paesi in cui se un personaggio pubblico ha commesso un errore, si dimette volontariamente dalla sua carica.

Ci sono paesi in cui i cittadini conoscono a memoria l’inno nazionale, amano la propria bandiera e difendono l’interesse comune, prima del proprio.

 

E poi c’è l’Italia. Un’Italia nuova.

Un’Italia che finalmente non pagherà più il bollo dell’auto, che, diciamocelo, era un vero sopruso, una vera persecuzione. Una piaga sociale, oserei dire.

Ora finalmente potremo passare le ore in coda nel traffico felici e contenti, mica incazzati come prima. Tra qualche anno con la nostra auto ci potremo pure andare in Sicilia passando sul ponte.

Mica ci andremo più in traghetto o aereo.

Grazie Silvio. Meno male che sei tornato.

Ora si che mi rialzo.

Dove vado? A far le valigie, ovviamente. C’è qualcuno in Russia che mi aspetta.

Ci andrò in aereo. Ovviamente non volerò con Alitalia…

LaRugiada
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categoria : italia, politica

lunedì, 07 aprile 2008, ore 17:19

Oggi è il tuo ottavo complimese.

Sabato ero a far spese e ho avuto la tentazione di comprare una candelina azzurra da spegnere oggi.

Non l’ho comprata; così, per scaramanzia, che cerco per quanto possibile di rimanere con i piedi per terra, ma non è facile e vorrei avere così tanto fiato, sì che possa arrivare fino a te e riscaldare la tua fredda primavera russa. Sapresti resistere all’aglio sulle bruschette mangiate ieri sera?

Sono anche entrata in un negozio a vedere passeggini, seggioloni e biberon. Che buffo!

Mi guardavo intorno ma in realtà non prestavo molta attenzione a ciò che vedevo.

Pensavo a te, mi chiedevo se eri sveglio o dormivi, se hai un peluche tutto tuo da coccolare, se è già spuntato qualche dentino, se ogni tanto una carezza arriva a placare i tuoi pianti…

Sei nato lo stesso giorno del nonno.

Lo sai la festa che ti aspetta, vero, se ad agosto sarai già con noi?

C’è chi si è offerto di prestarci il lettino e il fasciatoio.

Mia sorella ha già messo da parte qualche vestitino che possa andar bene anche per te, che sei maschietto.

Sono queste le catene che mi piacciono. Nel lettino che fu mio da piccola, ci abbiamo dormito in 6 cugini.

Mi sorprendo a pensare che ogni persona a me cara abbia messo qualcosa di se da poterti donare.

Io, per ora, posso darti solo tutto il mio amore.

Per i baci sulle guance e le sculacciate sul sedere bisogna aspettare ancora un po’.

LaRugiada
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categoria : amore, figlio

venerdì, 04 aprile 2008, ore 20:29

Piccolo mio,

ho ancora paura a pronunciare il tuo nome,

ho ancora paura a chiamarti figlio mio.

Esisti da sempre nei miei pensieri e nel mio cuore

ma ora posso davvero provare ad immaginarti,

e ad immaginare la nostra vita insieme.

L’emozione che sto provando in questi giorni,

da quando abbiamo saputo di te,

è qualcosa che mi toglie fiato e parole.

La gioia è incontenibile,

così come l’ansia di sapere, di sperare che tu stia bene.

Penso ai tuoi abissi.

Respiro perché tu respiri.

Il mio cuore batte perché batte il tuo.

Guardo il sole ed il germogliare degli alberi

e penso che tutto ciò esiste

perché tu possa vederlo ed amarlo.

È primavera.

Sarà la nostra rinascita dopo la stasi e il freddo dell’inverno.

Cresceremo insieme,

io albero e tu frutto,

ed insieme impareremo ad amarci.

LaRugiada
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categoria : amore, figlio

martedì, 01 aprile 2008, ore 21:49

Questi giorni, sono strani giorni.

Basta una fantasia per infuocarmi di desiderio, o un’innocua battuta per innescare l’odio.

Sono giorni in cui non mi basta sentirmi dire che sono bella. Voglio esserlo per me stessa.

Penso che vivo bene come sto e non ho bisogno di niente e tanto meno di te, che ci sei ma non ci sei, ed io per te ci sono più di quanto riesco a percepire, mi sento indegna dell'amore, non sento come dovrei, come vorrei, come è stato e non sarà, e dovrei, vorrei dare di più ma poi perché.

Per ritrovarmi come ora con uno straccio tra le mani a spolverare il passato, per noia o per necessità di spazio, gettando cadaveri che non hanno nemmeno più ossa e storia, ma poi accorgermi con un click che il cuore, quello, è ancora lì e pulsa e schizza in gola.
E il dito sul mouse ha già premuto il tasta  “apri” senza nemmeno lasciare tempo al cervello di elaborare un non farlo! E gli occhi veloci più del dito, leggono avidi quello che fu e che ancora innegabilmente è.

Penso più che mai al mio futuro e mi sento forte e fiera e finalmente grande, ma poi rivedo una notte d’estate, la luna piena e la piazza deserta, ne sento l’eco lontano, il profumo e l’immensità di attimi che sembravano destinati all’eternità e resto di fronte a parole che sono ancora lì, ferme e vivide come i ricordi.

Vorrei che fosse il giorno di dire e ascoltare tutto ciò che non è stato detto.

LaRugiada

martedì, 25 marzo 2008, ore 10:59

Ti avrò tra le braccia e sarai parte integrante della mia vita. Anzi, sarai tu la mia Vita.

E sorriderò con un pizzico di nostalgia pensando al mio passato, ma mi basterà guardarti negli occhi e vederti crescere per sapere che tu sarai il mio presente ed il mio futuro e i sacrifici fatti per amarti sembreranno solo solletico sotto i piedi.

Ma ora lascia che sia io, ancora per un po’, a sentirmi bambina.
Lascia che sia io a fare un po’ di capricci.

A volte sembra che per averti si debba andare al mercato dei bambini.
È triste, è frustrante, è ingiusto.
Tu hai solo bisogno di avere due genitori che ti amino. Noi abbiamo solo bisogno di darti tutto l’amore di cui siamo capaci.

Ci chiedono la dichiarazione dei redditi, l’importo mensile dello stipendio, fotografie della casa e delle macchine, esami del sangue.
Nessuno ci ha chiesto come vorremmo crescerti.
Nessuno ci insegna come dovremmo accoglierti.
Il corso pre-parto per noi non c’è. C’è solo da andare in banca a chiedere soldi.

Venderemo anche la moto. Sono tre giorni che piango all’idea, e un po’ me ne vergogno, che pensando a te, alle privazioni che hai subìto, immaginando le condizioni in cui vivi, è da folli ritrovarmi in lacrime per non sapermi staccare da lei. Capricci, appunto.
Ma lei è stata la mia più grande compagna di questi ultimi anni. È stata una sorpresa scoprirla come un’amica fedele, una valvola di sfogo, un fuggire ed esorcizzare i momenti bui, una complice nella scoperta di strade e luoghi finora mai visitati, mi ha regalato adrenalina e infinito senso di libertà e leggerezza.

E cosa dovrei mai risponderti quando, da grande, verrai a chiedere di comprarti la moto?

LaRugiada
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categoria : moto, futuro, figli

mercoledì, 12 marzo 2008, ore 13:02

Avrei voluto raccontarvi un po’ delle mie tribolazioni tra i vari uffici statali, impiegati statali, cafoni statali, timbri, apostille e fotocopie da mandare in Russia per l’adozione.

Avrei voluto “gioire” perché dopo 7 anni dal G8 di Genova finalmente e per una volta tanto un po’ di giustizia è stata (quasi) fatta.

Poi tutto questa mattina mi è sembrato all’improvviso non aver più un senso.

Alessandro aveva 25 anni. Non lo conoscevo, non sapevo nemmeno quale fosse il suo volto o la sua voce.

Solo di recente mi ero imbattuta nel suo blog, apprezzando, stimando e ammirando il suo impegno sociale, la sua forza, la sua voglia e il suo coraggio di lottare e credere in una società migliore, diversa.
Una società  che non si cambia solo con parole utopiche o altisonanti, ma con la determinazione concreta, spronando ad aprire gli occhi, senza limitarsi al lamentarsi, ma con la consapevolezza che ognuno di noi E’ la società, e quindi che ognuno di noi PUO’ fare, PUO’ cambiare.

Alessandro si indignava. Si ribellava alla mafia. Combatteva contro tutte le ingiustizie della società. Combatteva anche contro la leucemia.

La leucemia ha vinto e se lo è portato via.

LaRugiada